Scopriamo insieme cos’è la cedolare secca e come possiamo sfruttarla a nostro vantaggio per entrare nel business di AirBnb

Quando si ha a che fare con lavoro e business, uno dei problemi che ci si pone è quello di essere perfettamente in regola con lo Stato; il che implica, ovviamente, anche conoscere tutti quelli che sono gli oneri che si hanno dal punto di vista fiscale. Ed è qui che entra in gioco la cedolare secca.

Cos’è e perché è nata la cedolare secca?

La cedolare secca è una vera e propria tassa, conosciuta anche come imposta sostitutiva, sui canoni di locazione. Imposta sostitutiva perché è nata per sostituire l’IRPEF, la tassa classica che si paga sui canoni d’affitto. Perché è stata creata? Per incentivare i proprietari di appartamenti a mettersi in regola cogli affitti, dichiarare le locazioni e depositare i contratti, con una tassa di gran lunga inferiore rispetto alla vecchia e “cara” IRPEF. Essendo un’imposta sostitutiva, il proprietario decide se pagare l’una o l’altra; ma è ovvio che i più scelgono di pagare la cedolare secca, essendo molto più bassa rispetto ai canoni IRPEF: si tratta, infatti, di una tassa che varia dal 10 al 21% sul canone di locazione.

Quali sono le caratteristiche e i vantaggi della cedolare secca?

Caratteristiche della cedolare secca:

  • è una tassa che può essere pagata solo tramite contratti tra persone fisiche: se sia tu sia il proprietario dell’appartamento che hai scelto di gestire per il tuo business di AirBnb siete persone fisiche, allora si può pagare l’imposta sostitutiva; non è possibile farlo, invece, nel caso in cui una delle due parti risulti società.
  • può essere usufruita sia per affitti classici a lungo termine (da 30 giorni in su) sia per affitti brevi (da 30 giorni in giù), sia che si sfrutti la pratica del subaffitto sia la property management (in cui il guadagno è in percentuale sul canone di affitto).

Vantaggi della cedolare secca:

  • il proprietario che decide di pagare la cedolare secca non paga, ovviamente, l’IRPEF, per cui la tassa è nettamente inferiore.
  • il proprietario non deve pagare né l’imposta di bollo né l’imposta di registro quando deposita il contratto di affitto.

A quanto ammonta la cedolare secca? Per i contratti a canone libero, nel caso cioè in cui il proprietario decide il canone di affitto, la percentuale di tassa da pagare è del 21% sul canone di affitto, che non può essere inferiore alla rendita catastale; per i contratti a canone concordato, invece, ovvero imposto dal Comune di appartenenza, è del 10%.

Come potrai ben capire, la cedolare secca è veramente un grandissimo vantaggio che lo Stato offre ai proprietari di appartamenti che scelgono di affittare i propri immobili, ma è anche un enorme vantaggio per tutti quelli che decidono di puntare sul business degli affitti brevi.

Per questo motivo, il business degli affitti brevi è uno dei migliori business in assoluto: ti permette di guadagnare senza essere proprietario di immobili, senza investimenti e senza rischi.

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